Como acqua, appello del sindacati a Comuni e Provincia

domenica, 3 dicembre 2017

Como – Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Como fanno appello alla Provincia di Como, alle amministrazioni locali e alle forze politiche comasche affinché si sblocchi al più presto la vicenda riguardante la fusione e l’incorporazione delle società partecipate nel gestore unico del servizio idrico integrato “ Como Acqua”.
Le nostre organizzazioni hanno condiviso il percorso di creazione di Como Acqua, chiedendo garanzie occupazionali e l’istituzione di un tavolo per la definizione di un accordo quadro per la gestione dei lavoratori che confluiranno o “avrebbero dovuto confluire” in Como Acqua, condividendo anche un cronoprogramma che prevedeva le fusioni delle società entro dicembre 2017.villa d'este
Il voto del 15 novembre ha improvvisamente bloccato il processo di fusione gettando, di fatto, nell’incertezza il futuro dell’acqua pubblica comasca e il futuro occupazionale di 153 lavoratori.
È necessario che tutte le parti in causa agiscano in maniera univoca e collaborativa al fine di salvare la gestione pubblica dell’acqua e, al contempo, evitare che le pesanti sanzioni comunitarie si scarichino sul territorio, scongiurare il pericolo che l’acqua finisca nelle mani dei privati.
Non dimentichiamo che a Como è presente uno dei più importanti distretti tessili italiani e che le aziende del settore necessitano per le loro produzioni di una grande quantità di acqua: bisogna assolutamente che il governo del ciclo dell’acqua rimanga a controllo pubblico anche per garantire certezze all’industria comasca.
Se i problemi che hanno impedito il voto favorevole il 15 novembre sono solo di ordine tecnico e riguardano difformità sulle perizie effettuate, c’è ancora tempo per impedire la messa in liquidazione di Como Acqua. E’, infatti, possibile incaricare una società terza per una nuova verifica delle perizie effettuate in modo da offrire le più ampie garanzie di correttezza a tutte le parti in causa.
È necessario infine predisporre al più presto un piano industriale, con assicurazioni precise e certe per i dipendenti e per la gestione pubblica del sistema idrico.


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